Rendi smart la tua smart working experience.

29/05/2020
Yumi Family
smart working experience

Caterina Bernardi - Product owner in Yumi

L’emergenza Covid-19 non ha solo travolto le nostre vite e abitudini e accelerato la trasformazione di molte aziende, potrebbe invece rappresentare un’opportunità per ricostruire le nostre abitudini e identità aziendali in modo nuovo e molto più efficace e premiante per l’azienda e per la persona. Il lavoro potrebbe diventare “smart per tutti”.

Il Covid-19 ha forzato, amplificato e accelerato due concetti chiave nelle organizzazioni.

"Una normalità che coinvolge maggiormente nella definizione della propria trasformazione i propri dipendenti: che co-creano il nuovo modello o che in maniera più ingaggiante e partecipata, coinvolge oltre a normare, ascolta oltre a indicare."

Caterina Bernardi

Da un lato il tema dell’incertezza e della volatilità del mondo nel quale viviamo, dall’altro il cambiamento delle ways of working.
In questa emergenza pandemica è diventato più chiaro a tutti ma in particolar modo alle aziende, come il cambiamento possa essere repentino, imprevedibile, difficilmente programmabile. Essere flessibili, agili e anti-fragili saranno competenze essenziali per poter affrontare il così detto “new normal” ossia i prossimi, e non pochi, mesi che ci aspettano e che detteranno una “nuova normalità” (speriamo).

Relativamente al mondo del lavoro invece, Il lavoro da remoto, che per molte realtà era ancora una prospettiva lontana o addirittura un miraggio, è diventato invece una realtà per molti, addirittura per i più fortunati anche smart working.

La distinzione fra i due concetti (remote e smart) non è banale. RW è quello che replica le stesse funzioni di controllo, orari, procedure che veniva svolto in ufficio, solo che adesso viene svolto in un luogo diverso (a casa propria). Lo SW è un concetto di lavoro flessibile, per obiettivi, con un alto grado di autoregolazione e di agilità (che riguarda sia l’azienda che il dipendente) e che permetterebbe meglio di poter gestire le ulteriori complessità di questo momento: il work-life balance, i figli sono a casa da scuola, in casa si è più di uno a dover lavorare da casa, magari c’è da accudire anche un genitore anziano.

Ma l’incertezza, l’isolamento e il distanziamento forzato e fisico che stiamo tutti vivendo e che potrà protrarsi per ancora molti mesi, ha acuito la necessità del singolo e delle aziende di potersi mantenere in contatto con le persone. La vicinanza, la collaborazione, diventano ancora più importanti. Il luogo di lavoro deve essere doppiamente sicuro: sia sulla dimensione fisica che su quella psicologica.

Ma cosa intendiamo per sicurezza psicologica? Si è in una condizione di sicurezza psicologica quando sappiamo di essere al sicuro in termini relazionali, non ci sentiamo soli, sappiamo di poter contare su gli altri, di poter partecipare liberamente alle interazioni lavorative perché non saremo giudicati e quindi possiamo esternare le nostre opinioni, idee ed emozioni senza paura di essere additati.

Ad oggi abbiamo dalla nostra un grande vantaggio: si chiama tecnologia digitale. Questo vantaggio ci sta aiutando moltissimo e se utilizzato in un ambiente di fiducia e di sicurezza psicologica può rappresentare una opportunità di rilancio per il “new normal” e per l’after covid.

Nel “new normal” abbiamo quindi la possibilità di creare davvero una “normalità nuova”, che però sia normalità trasformata che non riproietta lo status quo e in cui il modello organizzativo, pensato durante la seconda rivoluzione industriale, si trasformi in un modello più “inclusivo”. Una normalità che coinvolge maggiormente nella definizione della propria
trasformazione i propri dipendenti: che co-creano il nuovo modello o che in maniera più ingaggiante e partecipata, coinvolge oltre a normare, ascolta oltre a indicare.

Per citare Paolo Venturi (direttore di AICCON) in un articolo scritto sul Corriere della Sera del 21 Aprile: “il luogo di lavoro non è semplicemente il luogo in cui certi input vengono trasformati in output, le relazioni che si attivano non sono solo processi e regole misurati da risultati: il lavoro è la modalità con cui si forma (o trasforma) il carattere del lavoratore. La creazione di valore ha perciò bisogno di persone, relazioni e significati. Possiamo organizzare un distanziamento “fisico” ma non possiamo accettare un lavoro fondato sul “distanziamento sociale” e non potrà esserci “sicurezza” senza “cura””.

Si apre così la possibilità di costruire un nuovo significato organizzativo, basato su un rinnovato senso del lavoro che poggia su fiducia, cooperazione e autonomia. In cui la trasformazione passa dalla cura dell’altro e dal costruire insiemi i nuovi significati e schemi di normalità.

Abbiamo l’opportunità di rendere l’esperienza lavorativa davvero “smart”.

Ecco che la piattaforma Yumi, che raccogliere e armonizza le interazioni delle persone a lavoro, facilita lo scambio di feedback, nudges e tips su come essere più efficaci nei propri comportamenti lavorativi quotidiani. Alcuni esempi? Come condurre al meglio le proprie riunioni di progetto.

Sicuramente abbiamo letto tutti svariati decaloghi sono come condurre
riunioni efficaci e abbiamo fatto anche dei corsi sul tema. Ciò nonostante, la conduzione delle riunioni rimane un elemento di forte insoddisfazione e addirittura frustrazioni in molte aziende e in molti gruppi di lavoro. Beh non sarebbe meglio sapere “real time” cosa ha funzionato e cosa no? E magari concordare insieme delle regole d’uso o pratiche per il prossimo incontro? Regole e pratiche o meglio comportamenti, tarati sulle esigenze del singolo e del gruppo. Con Yumi è possibile perché consente a tutte le persone dell’azienda di:

  • essere più vicini anche se lontani
  • decidere insieme le nuove “best pratice” dello smart working
  • delineare insieme, e quindi in modo più veloce ed agile, il cambiamento che serve nel day by day.
  • possiamo rendere smart lo smart working

Per affrontare un futuro che oggi più di ieri è ignoto, incerto e volatile.

Yumi è una piattaforma di continuous nudging che aumenta la misurazione, l'engagement e lo sviluppo personale dei team di lavoro in azienda

Aiuta le persone a chiedere e ottenere consigli sulle proprie interazioni in maniera semplice e spontanea. 

E permette all’azienda di mettere in azione la propria strategia di cambiamento.
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